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Scritto da Federica Magnanini
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sabato 10 dicembre 2005 |
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Preparare competizioni sulla media e lunga distanza comporta l’utilizzo di differenti forme di allenamento, che si basano su differenti velocità di corsa a seconda dell’obbiettivo da raggiungere.
Quando si pratica un allenamento corto e veloce si fa riferimento a quella che si chiama soglia anaerobica; questa rappresenta per l’organismo quel limite oltre il quale il lavoro si potrà protrarre per un tempo molto limitato a causa dell’accumulo di acido lattico che blocca la contrazione muscolare. Quando si lavora a velocità pari a quelle della soglia anaerobica, si sfrutta ancora il meccanismo aerobico. La velocità di tale soglia può essere mantenuta, impegnandosi al massimo, per circa un’ora. Per poterla migliorare sono necessari allenamenti a velocità simili a quelle della soglia stessa. Se si lavora a velocità superiori, si agisce sulle fibre veloci e si migliorano le caratteristiche aerobiche di tali fibre. Al di sotto si lavora su quelle lente.
Il corto veloce è un tipo di allenamento che sfrutta il concetto di soglia anaerobica. Viene utilizzato per migliorare le capacità dell’organismo a sopportare concentrazioni elevate di acido lattico. Si svolge per un tempo limitato che può raggiungere i 40’. Bisogna tener conto dello stato di allenamento del soggetto. Chi si è avvicinato da poco alla corsa può iniziare da un minimo di 15’. Per stabilire la velocità di soglia anaerobica si può utilizzare il test di Conconi. |