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Il lungo. la sola parola fa pensare a qualcosa che si prolunga nel tempo. Riferito ad una disciplina sportiva, in special modo alla corsa, fa capire bene quale sia lo scopo dell’allenamento.
Correre, correre, correre… Chi pratica distanze notevoli lo conosce bene. Chiunque voglia cimentarsi in una competizione come la maratona, inserisce nella sua tabella di allenamento, una seduta dedicata al lungo. È necessaria molta volontà per portare a termine un allenamento del genere, molta voglia di riuscire ad abbattere, volta per volta, il muro di un chilometraggio che sale, anche se di poco per volta, ma comunque sale. E alla fine di un allenamento simile, che soddisfazione! Superare in ogni occasione i propri limiti!
Preparare una competizione su una lunga distanza come può essere quella della maratona, non è proprio quello che si dice semplice. È necessario molto spirito di abnegazione e soprattutto la convinzione di voler correre una distanza simile.
Non bisogna certo arrendersi alla prima difficoltà. Possono capitare giorni in cui nonostante ci si sia prefissati un dato obbiettivo, non si riesce a raggiungerlo. L’importante è continuare ad insistere.
Oltre le gambe, è necessario allenare la testa; sulle lunghe distanze, è importantissimo riuscire a mantenere la concentrazione e trovare di continuo gli stimoli per proseguire nonostante la fatica che si fa sentire.
Il lungo è un tipo di allenamento che contribuisce ad incrementare la resistenza dell’organismo e le capacità di concentrazione.
Prima di affrontare una competizione di molti chilometri è necessario che l’organismo abbia raggiunto una buona resistenza di base, altrimenti si va incontro a rischi di infortuni a carico di tendini, muscoli, articolazioni, che hanno bisogno di un margine di tempo per adattarsi alle sollecitazioni che richiede una competizione simile. L’allenamento protratto per molti chilometri permette l’irrobustimento di queste strutture.
Il lungo, per essere assimilato dall’organismo, ha bisogno di tempo, quindi non può essere ripetuto a breve termine. Per consentire un buon recupero e gli adattamenti necessari ad una seduta del genere, è consigliabile effettuare le prime sedute a distanza di quindici giorni, da ridurre con il passare del tempo e degli allenamenti, ma comunque da non sostenere a distanza di pochissimi giorni. Inoltre, è necessario iniziare con un chilometraggio di poco superiore a quello che si corre abitualmente per poi arrivare progressivamente ad una distanza notevole. Ogni seduta deve essere superiore a quella precedente, ma non più di un paio di chilometri, proprio per consentire un adattamento adeguato che non comporta una fatica eccessiva, soprattutto a livello mentale.
L’andatura da tenere è quella che permette di parlare tranquillamente, senza avere il fiatone. Dovrebbe infatti corrispondere alla andatura della soglia aerobica.
Il lungo, proprio per la sua caratteristica, può essere sfruttato per trovare il passo giusto da portare fino alla fine di una competizione come la maratona. |