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Correre, sembra la cosa più naturale del mondo, eppure quanto si fatica per migliorare. Qualunque distanza si scelga non è sufficiente correre e basta. Per ottenere buoni risultati, bisogna porre attenzione a diversi fattori dell’allenamento.
Questo vale per tutte le distanze: quelle brevi, quelle medie, la mezzamaratona, la maratona. Nella corsa, così come negli altri sport, ricopre un ruolo fondamentale la tecnica. Questa permette di compiere in maniera ottimale il gesto atletico e di conseguenza comporta una notevole economia riguardo alle energie spese. Questo perché quando il movimento è preciso si utilizzano unicamente i muscoli adatti a quel tipo di gesto e quindi non si sprecano energie per contrarre quei muscoli che non occorre utilizzare. Tutto questo si raggiunge con l’esercizio, visto che ogni volta che si comincia a praticare uno sport, non si conoscono alla perfezione i movimenti da eseguire. L’esercizio porta a far si che nel nostro cervello si formi l’immagine esatta del gesto che dobbiamo compiere per raggiungere un dato obbiettivo. Una volta imparato, il gesto entra nel nostro bagaglio di memoria motoria e ogni volta che si presenta l’occasione di ripeterlo, questo avverrà automaticamente. Per poter automatizzare un movimento preciso, sono necessarie numerose ripetizioni, in quanto la memoria, per poter fissare il tutto, ha bisogno di più prove. Quando si tratta di gesti complessi, si usa scomporre il movimento in più fasi, perché, se si automatizza in maniera errata, è poi più difficile correggerlo perché l’immagine del movimento che è stata memorizzata non è esatta.
I grandi runners, curano nei dettagli la tecnica in quanto questa permette, grazie alla raggiunta perfezione del gesto, di non sprecare energie preziose che tornano sicuramente utili al termine di una gara.
Riuscire ad utilizzare al meglio la spinta dei piedi permette di compiere notevoli miglioramenti. Quando si corre infatti, non si utilizza solo la potenza delle gambe. È importante curare l’appoggio dei piedi per migliorare la spinta.
Quando si corre, al contrario di quando si cammina, c’è un momento in cui i piedi non toccano terra. Questo momento è detto fase aerea. Quando impatta il terreno, il piede rulla; dapprima ammortizza l’impatto, poi si prepara alla spinta ed, infine,la esegue. Il tutto poggiando in sequenza, il tallone, poi la pianta e, per ultima, la punta. Più precisamente, il piede impatta il suolo dapprima con la parte esterna del tallone, poi con un movimento di rotazione, tocca con il lato interno della pianta, ed infine, per effettuare la spinta, poggia su tutta la pianta.
Il tronco, segue il movimento degli arti. Quando il piede tocca il terreno, ed ammortizza l’impatto con il tallone, il busto si trova in una posizione arretrata rispetto a questo. Nel momento in cui il piede si trova in appoggio sulla parte interna della pianta, il tronco si trova posizionato sul piede di appoggio e, questo, fino al momento in cui il piede, poggiando tutta la pianta, si prepara ad esercitare la spinta. Una volta iniziata la spinta, il busto supera il piede di appoggio.
Le braccia assecondano il movimento, non devono rimanere ferme. Il tronco deve essere in posizione eretta, non sbilanciato in avanti, la testa allineata e anche questa non protesa in avanti. Lo sguardo deve essere rivolto in avanti, almeno una decina di metri, mai fissare i piedi.
Una corretta impostazione consente di ottenere un buon risultato con uno sforzo adeguato.
Per poter ottimizzare l’appoggio è necessario conoscere le caratteristiche dei propri piedi, solo così si potranno utilizzare scarpe adeguate allo scopo e all’occorrenza, premunirsi di appositi plantari adatti alla situazione. Riuscire ad avere un buon appoggio, oltre a permettere miglioramenti che possono influire sulla prestazione, riduce il rischio di infortuni a carico delle strutture interessate.
Per migliorare la tecnica, sono necessarie sedute di allenamento apposite, composte da esercizi che per il corridore possono sembrare inutili – soprattutto per quello abituato a correre notevoli distanze – in quanto sembra che tolgano chilometri preziosi all’allenamento, ma bisogna provare per credere. Avere una buona impostazione di base permette molte varianti. |