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Corsa di media e lunga distanza:caratteristiche
Scritto da Federica Magnanini   
venerdì 16 settembre 2005
Cimentarsi in competizioni di media e lunga distanza comporta un impegno notevole sia dal punto di vista mentale che fisico.
Arrivare alla fine di una competizione come la mezza maratona o la maratona senza provare pessime sensazioni in termine di fatica e, talvolta, pensando di non aver dato tutto durante il percorso dà notevole soddisfazione e infonde la voglia di ritentare l’avventura. Misurarsi su percorsi così lunghi e impegnativi anche sotto il profilo mentale non è semplice e poco faticoso.
Lo stesso quando si decide di affrontare una gara di 10000 metri, in cui non si pone tanto il problema della lunghezza del percorso che comunque è accessibile alla maggior parte dei corridori, ma del tempo in cui percorrerlo.
Al variare della distanza da percorrere, varia il tipo di allenamento.////
Per confrontarsi nelle specialità di resistenza è necessaria una grande motivazione, visto che la fatica è parecchia, ma in compenso, la soddisfazione di portare a termine una maratona, magari anche con un buon tempo, o correre il 10000m ad un’andatura notevole, ripaga di qualunque sforzo.
Ogni distanza fornisce sensazioni diverse e sia mentalmente che dal punto di vista della preparazione, va affrontata differentemente.
La preparazione di corse di media e lunga distanza comprende vari tipi di corsa: continua, a ritmo uniforme, con variazioni di impegno, in salita, ecc.
È necessario, analizzare le caratteristiche e le indicazioni.
La corsa aerobica comprende velocità inferiori alla soglia anaerobica. Per soglia anaerobica si intende il più alto valore di intensità in cui l’acido lattico viene smaltito nella stessa misura in cui viene prodotto. Tale velocità non si può mantenere per un periodo troppo lungo e comporta una certa concentrazione di acido lattico. La presenza di questi tassi di lattato, non molto elevati, per un certo periodo di tempo, fa si che si migliori la capacità delle fibre di utilizzare una maggiore quantità di ossigeno e di conseguenza di produrre più energia col meccanismo aerobico. La soglia anaerobica comporta una concentrazione di lattato nel sangue pari a 4 mmol/l.
Quando si lavora al di sopra di tale soglia, si stimolano le fibre più veloci che a loro volta migliorano le proprie capacità aerobiche. Lavorando al di sotto, si agisce sulle fibre lente. Il lavoro di primo tipo riguarda le distanze come i 5000m, i 10000m; il secondo tipo, la maratona.
Quando si parla di soglia aerobica si intende una velocità in cui si riscontra un accumulo di lattato pari a 2 mmol/l. Lavorare a tale velocità è utile per il maratoneta. La velocità della soglia aerobica può essere determinata col test di Faraggiana. Un allenamento effettuato intorno a tale velocità comporta un miglioramento della velocità corrispondente alla produzione di lattato di 2 mmol/l.


 

 
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