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Le Olimpiadi nell'antichità
Scritto da Federica Magnanini   
marted́ 30 agosto 2005
Le Olimpiadi. Chiunque, ai giorni nostri, sa cos’è un Olimpiade. La competizione sportiva più attesa nel mondo, mondiali di calcio a parte.
Comprende numerosissime discipline sportive, tutte di altissimo livello tecnico. Ma, della storia delle Olimpiadi cosa si conosce? Si sa che hanno avuto origine nella Grecia antica, che si svolgevano nella città di Olimpia e che al vincitore spettava una corona di ulivo selvatico e tanta gloria. Ma c’è di più.
Le prime Olimpiadi sembra siano datate 776 a.C. Si svolgevano ogni quattro anni nella città di Olimpia, città dedicata a Zeus. Erano riservate solo ai cittadini greci, gli altri non potevano partecipare; anche tra i greci però, esisteva una distinzione: potevano infatti partecipare solo i cosiddetti uomini liberi, non gli schiavi. Inoltre le donne non potevano né partecipare né assistere. Le cose cambiano con la dominazione romana che le rende ecumeniche – ossia aperte a tutti, universali – eccezion fatta sempre per le donne.
Le Olimpiadi erano considerate come giochi in onore dei defunti. Le competizioni erano precedute da riti religiosi e sacrifici per propiziarsi gli dei. Erano talmente importanti che il regolamento olimpico stabiliva, durante il periodo della manifestazione, una sospensione di tutte le guerre – la cosiddetta tregua sacra – per poter dar modo a tutti i cittadini di assistervi e consentire agli atleti di rientrare nelle loro sedi senza pericoli. Chi violava tale regolamento era escluso dai giochi.
Fino alla edizione numero tredici delle Olimpiadi, sembra che queste comprendessero un’unica manifestazione sportiva, la corsa di velocità. Solo in seguito furono aggiunte altre discipline come la corsa di velocità su distanza doppia, la corsa di resistenza, il pancrazio, il pugilato e la corsa degli armati.
Alle Olimpiadi partecipavano gli atleti che prima di cimentarsi nelle competizioni dovevano giurare davanti alla statua di Zeus di comportarsi lealmente. Al controllo delle gare erano preposti i giudici, che venivano scelti tra gli altolocati che avevano la fama di essere incorruttibili. Anche loro, prima dell’inizio dei giochi dovevano giurare davanti alla statua di Zeus, di giudicare con imparzialità.
Le Olimpiadi sono inquadrate nella cultura greca che prevede, con la nascita delle polis, la formazione armonica dell’individuo costituita dallo sviluppo della mente e del corpo, al contrario dei tempi più antichi in cui, la formazione del fisico, prevedeva unicamente lo scopo di carattere militare; tutto era proteso alla difesa della propria terra. Con lo sviluppo della società, la cultura si trasforma e tutte le città greche, Sparta esclusa, cambiano ideologia, passando da una cultura di tipo militare, ad una di tipo più civile.
Le Olimpiadi però, dopo un periodo di estremo fulgore, vanno incontro ad una crisi profonda che culmina con la loro definitiva soppressione. Nasce in Grecia, quello che viene chiamato anche oggi,  professionismo. Questo muta radicalmente il concetto della manifestazione, che diventa mero spettacolo. Per gli atleti, la cultura del corpo diventa prioritaria e non è più parte di un insieme che riguarda la crescita di un individuo. La loro disciplina sportiva diventa il loro unico scopo di vita, e riuscire ad ottenere la vittoria, significa godere di numerosi privilegi, oltre alla gloria.
A questo tipo di condizione si aggiunge la difficile situazione politica, caratterizzata dal crollo dell’impero romano e dalle invasioni barbariche che si susseguono. Inoltre, prende piede sempre più la religione Cristiana, che certo non esalta questo tipo di spettacolo, in quanto la sua ideologia è quella di una preparazione del corpo volta ad un fine spirituale.
Tutta questa serie di situazioni porta sempre più al declino della manifestazione olimpica, che tra alti e bassi, riesce a sopravvivere fino alla seconda metà del IV secolo d.C. Nel 392 d.C. è l’Editto di Teodosio I che porta alla definitiva soppressione delle Olimpiadi che riprenderanno come Olimpiadi dell’era moderna nel 1896 ad Atene.

Bibliografia
Dizionario enciclopedico Treccani
G.Grifi: Ginnastica Storia dell'educazione fisica e dello sport - Brain edizioni, Roma 1989

 
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